mercoledì 19 ottobre 2011

aspettando Halloween

"Ho dato un'occhiata alle lettere che ancora sporgevano impudenti dalla cassetta. Non c'era una ragione vera per correre il rischio. Ma quel negozietto mi attirava, come qualcosa di luccicante addocchiato fra i ciottoli che potrebbe rivelarsi una moneta, un anello, oppure un pezzetto di carta stagnola che cattura la luce. E nell'aria c'era un soffio promettente, e poi era Halloween, il Dia de los Muertos, che per me è sempre stato un giorno fortunato, un giorno di fine e di inizio, di venti cattivi e doni furtivi, di fuochi che bruciano nella notte. Un momento di segreti, di prodigi e, naturalmente, di morti." 
(Le Scarpe Rosse - Joanne Harris)


domenica 16 ottobre 2011

La Natura non mente

Due giorni fa, in una mattinata che preannunciava un'altra giornata dalle temperature primaverili, mentre guidavo, vedo nel cielo il primo stormo di uccelli in procinto di emigrare verso il caldo e ho pensato: ahi ahi... ci siamo. Sta arrivando il freddo...
E oggi, cielo grigio e aria fredda.
Insomma, la Natura non mente.
E' uno spettacolo incredibile quello degli uccelli che si radunano prima della partenza. Girano in circolo tra alberi diversi e lo stormo si ingrandisce pian piano, si gonfia quasi, con tutti quegli uccelli assieme in volo sincronizzato, mentre cinguettano, si chiamano, si ritrovano.
Uno spettacolo incredibile, davvero... Homo Sapiens e Natura Coeca, diceva un libro che ho letto anni fa, (aggiungendo, ma chi vogliamo prendere in giro?)
La Natura sa quello che fa, e perchè lo fa. Beata lei.
Così, certa dei segnali letti, ho ritirato in casa le mie piantine grasse prima che si secchino e le ho disseminate per casa sperando che superino l'inverno, ho interrato qualche bulbo sperando sopravviva agli attacchi sterminatori dei miei gatti e mi preparo, al freddo che arriva, all'inverno... e alla decorazione delle zucche, perchè tra un po' è Halloween e intanto penso e ripenso a quei versi di Carducci :
"Stormi di uccelli neri come esuli pensieri nel vespero migrar..."

venerdì 7 ottobre 2011

diversamente Cassandra...

...mi sento sola stasera, mi sento autunnale, come la contrada, investita all'improvviso dal vento e dalla pioggia e da decine di foglie ingiallite e accartocciate che vorticavano come impazzite, impossibilitate a fermarsi...
...ma io non vortico.
paradossalmente, ed è sempre stato così, è proprio quando passo tanto tempo tra la gente che mi sento più sola, come se gli altri assorbissero le mie energie...
Mi sento un po' una Cassandra moderna (diario di una Cassandra?), non tanto perchè io proferisca verità supreme che gli altri non vogliono ascoltare, ma piuttosto per il fatto di sentirmi diversa e di sapere che si sente, si vede, si percepisce, per cui, stare in mezzo alla gente, cercare di non essere quella che sono, mi stanca e credo stanchi anche gli altri...
Non sono certamente fatta per le public relations, si è mai vista una Sibilla mondana e modaiola? Non credo... ma, forse, dovrei ritirarmi in qualche grotta e allontanarmi da questo mondo nel quale, tutto sommato, non riesco proprio ad identificarmi...
Io non capisco le sue regole, non riesco ad afferrare l'attenzione eccessiva data a tanti particolari esterni e, più che inutili, direi superficiali, non capisco certe forme di chiusura mentale che servono a semplificarsi la vita, non capisco perchè se 'io abito la Possibilità' ('I dwell in Possibility', è di Emily Dickinson) e penso che ognuno abbia diritto di essere e fare e esprimersi come vuole, o anche non essere non fare e non esprimersi, perchè poi di me pensano che sono diversa, o pesante o che cerco troppo, penso troppo, leggo troppo... comunque più che troppo, diversamente?
Perchè la 'diversità' è spesso vista come una mancanza piuttosto che come un punto di partenza? O di confronto. Confronto costruttivo.
Io per prima, a confronto con la gente, mi sento diversa, e quindi mancante.
E penso e ripenso a Cassandra e a Medea, stasera, così come descritte in due libri di Christa Wolf, diverse e sempre impossibilitate ad amalgamarsi con gli altri e mi identifico, come mi identifico...
E, alla fin fine, sono sempre i libri le mie pietre di paragone. Sempre.

"Nessuno saprà mai da noi cose tanto importanti. Le tavolette degli scribi, che indurironoo tra le fiamme di Troia, tramandano la contabilità del palazzo, grano, anfore, armi, prigionieri. Per il dolore, la felicità, l'amore non ci sono segni. E questo mi sembra di rara infelicità"
(Cassandra - Christa Wolf) 

E la mia Entità, l'unica che sia riuscita a dare una dimensione e un peso a questo mio essere diverso, in questi giorni non mi vede nemmeno, e ciò rende ancora più aspro questo mio sentirmi sola e sperduta in un paese straniero...

mercoledì 28 settembre 2011

Campi da sogno, campi misteriosi

...vi ricordate quell'incredibile film con kevin costner che interpretava un agricoltore dell'Iowa che, all'improvviso, decide di abbattere il suo campo di pannocchie per costruirvi un campo da baseball?
L'uomo dei sogni, in italiano, un impoverimento del titolo originale, Field of Dreams, appunto.
Perchè parlo di questo?
Perchè nel film, dalle pannocchie sopravvissute ai margini del campo spuntavano i giocatori di baseball di una squadra di cinquant'anni prima, su per giù...
Ovviamente di quello che accade in un film, così come in un libro, non si discute, la fantasia non ha limiti, tutto può succedere... però...
Però, vi è mai capitato di avere il tempo di guardare un campo di pannocchie da lontano?
O di avere la fortuna di camminarci in mezzo? E' un luogo talmente misterioso, silenzioso, intrigante... con le file di pannocchie alte, distanti quanto basta per passarci in mezzo e, quando ti addentri, le pannocchie si richiudono dietro di te e, se non sai bene dove stai andando, può capitare di perdere il senso dell'orientamento, del tempo, anche ...
chissà... forse qualsiasi cosa derivante da un'altra dimensione può essere catalizzata e uscire davvero da un campo di pannocchie... !!!
...grande rammarico di non essere riuscita a fare nemmeno una foto quest'estate... e la magia, il mistero, permane, sebbene un po' sbiadita, anche quando ormai sono ingiallite...

lunedì 26 settembre 2011

mela...mangio?

...a restare a contatto con la Natura, ti ritrovi a fare pensieri impensati e/o bizzarri o a riprendere pensieri fatti tanto tempo fa e a ritrovarti con un corollario bizzarro allo stesso...
nel giardino accanto alla casa che mi ospita ci sono alcune piante da frutto, tra le quali un melo che produce questi piccoli frutti rossi e succosi...
Mi sono sempre chiesta, già dai tempi della scuola, come mai avessero scelto la mela come frutto del peccato, nella Bibbia non è citato il frutto specifico, si dice solo che Eva diede ad Adamo del frutto, ed egli lo mangiò (Genesi, 3.6: Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò) ... è a partire dal Medioevo che il frutto viene rappresentato come una mela, perchè in latino 'mela' si dice 'malum', parola che richiama 'malus', che significa 'male, peccato'...
e fin qui la spiegazione logica calza e l'avevo trovata da tempo...
...mi restava il dubbio del perchè proprio la mela, e non, ad esempio, la ciliegia, così rossa, peccaminosa, invitante, che quando la mordi fa 'scronch'  sotto i denti e dopo la prima ne devi mangiare una seconda e una terza e poi ancora...immaginatevi Eva, con le ciliegie nei capelli, alle orecchie come orecchini, che ne porta tra le mani e ne offre una ad Adamo...
...o perchè non i fichi, i fichi c'erano, con le loro foglie si rivestono dopo aver commesso il peccato e aver aperto gli occhi... i fichi, così dolci e sensuali da mangiare in due, così evocativi quando li spacchi...
...no. la mela.
...e poi quest'estate, guardando appunto questi timidi frutti, discreti quasi, che devi mordere per capire invece tutta la loro dolcezza, ho finalmente capito che il paragone, a prescindere dal suono, è davvero calzante...
...la mela è come uscire ad un primo appuntamento, quando non sai bene cosa hai davanti, lasci vedere e nascondi in un gioco di seduzione prolungato, ti rendi invitante ma sarà solo dopo, appunto, che il buono salterà fuori, dopo qualche assaggio...mentre la ciliegia o il fico sarebbero come fare sesso al primo appuntamento, mettendo tutto sul piatto, senza sedurre, senza annusare, senza giocare piano con l'immaginazione...


mercoledì 21 settembre 2011

Aequinoctium

"Autunno, già lo sentimmo venire, nel vento d'agosto, nelle piogge di settembre, torrenziali e piangenti" (Cardarelli).

...ogni anno, in questo periodo, mi tornano alla mente questi versi, lontani ricordi liceali e quest'anno, come nella poesia, l'autunno ha bussato alla porta dell'estate accompagnato da folate di vento e piogge impetuose che hanno inzuppato all'improvviso la mia anima e la contrada...
Inizia ufficialmente oggi, con l'Equinozio, ma non fa notizia... se vestisse abiti griffati e indossasse scarpe alla moda, forse, accennerebbero alla sua venuta nei telegiornali, ma così com'è chi se ne cura? ...
... io sì... nella mia casa abbarbicata in alto e spazzata dal vento (ho dovuto riportare dentro delle piante prima che volassero altrove) che però oggi è tiepido perchè il sole fa capolino fra le nubi, resto in bilico tra l'estate passata la luce il caldo e il tempo grigio e freddo e buio che sta arrivando...
Nelle varie mitologie, questo era il momento in cui gli dei morivano e scendevano nella terra, negli inferi prima di rinascere un'altra volta in primavera... però mi sembra troppo tetro oggi come pensiero, preferisco ricordare che per i Celti l'Equinozio d'autunno era chiamato Mabon, che era il dio della giovinezza, della vegetazione e dei raccolti e i suoi semi in questo momento andavano (e vanno) raccolti, essiccati e conservati in attesa della prossima primavera...
...preferisco fare una passeggiata questo pomeriggio e raccogliere delle piante, delle ramaglie, da intrecciare e tenere in casa, o guardare le olive che sono prossime alla raccolta e occhieggiano sui rami e pensare che c'è una dolce malinconia in questo periodo dell'anno, qualcosa che si adatta al mio essere come un vestito sucito addosso da mani esperte, e ancora, che c'è del bello in ogni stagione, ogni momento dell'anno porta con sè qualche dono speciale, basta solo guardare con un po' di attenzione, con occhi curiosi...

venerdì 16 settembre 2011

Il Vento di Settembre

...esausta, praticamente essiccata dal caldo rovente di questi giorni, aspetto in silenzio la pioggia come le radici di una pianta assetata da tempo... e intanto mi avvio pigra verso l'autunno, colgo fichi maturi e guardo le mie zucche golose in attesa di metterle sul davanzale, tagliarle e cucinarle o semplicemente decorarle quando arriverà la notte delle streghe...
...arriva l'autunno, è già nell'aria, nella luce del mattino che ha perso lo splendore dell'estate e si è fatta più rosata, più discreta; lo si sente nel vento che soffia colmo della pienezza e della dolcezza dei frutti...
...oggi mi sono comprata della terra e dei bulbi di crochi, tutti colorati, che vanno piantati in questo momento (e anche un po' più in là) e poi lasciati dormire nella terra durante l'inverno... fioriranno in febbraio (li ho presi apposta, preferendoli alla fresie che sarebbero sbocciate solo a marzo), certa che a gennaio sarò già stanca della terra brulla e spoglia, e un po' di colore sul balcone farà bene all'umore...
... è bello l'autunno, pieno di promesse mantenute, di frutta da cogliere e da riporre per l'inverno, e allo stesso tempo tempo per riordinare le proprie cose, i propri pensieri, e per organizzare già la prossima primavera...
...tempo di bilanci, tempo per guardare al passato se qualcosa è rimasto in sospeso, tempo per ringraziare dei doni ricevuti e per sperare nell'abbondanza dei semi del futuro...
...nel frattempo metto nel freezer la base per l'ennesima granita al limone e mi chiedo quale abito indosserà la contrada nella stagione che si sta affacciando...

"Settembre. Andiamo.
E' tempo di migrare."   (Gabriele D'Annunzio)