lunedì 9 giugno 2014

...mi sento fragile, come un foglio di carta velina...
...si dice che capiti, almeno una volta nella vita... eppure, quando capita, non si è ben preparati... 

giovedì 5 giugno 2014

Rumore

...è già qualche giorno che sogno ad occhi aperti il momento di andare a letto, di allungarmi sotto le coperte e dormire, beatamente dormire, e sognare, forse... (ma di sognare non è il momento, ultimamente sogno solo quando la luna è in fase calante, una marea di sogni sconclusionati e invadenti, immagini corpose e opprimenti quasi, che si accalcano come se temessero di non essere sognate, come a recuperare tutte le notti in cui la misteriosa porta dell'inconscio resta chiusa...)... ma poi, come si fa sera, e pian piano notte, il sonno, o meglio, l'idea del sonno se ne va, risucchiata via, chissà dove e chissà come...
...in un certo senso, penso sia il rumore del giorno che mi si accumula dentro, tutte le chiacchiere, la musica, le parole, i pensieri, i pensieri e le parole degli altri che accumulo e che non riesco poi a smaltire, che mi sommergono come un'onda fastidiosa quando sarebbe invece l'ora di rilassarsi... stasera, perfino il ronzio del computer mi infastidisce, un ulteriore rumore da smaltire...
...spengo la tv, e mi accorgo che ricomincio a respirare, come se avessi trattenuto il fiato tutto il giorno... è incredibile quanto rumore ci circondi, e quanto ci siamo ormai abituati a questo 'sottofondo' , la tv ci rimbambisce tutto il giorno con gente che parla parla parla incessantemente parla del nulla (ma quante parole si usano per non dire nulla), la gente intorno ha una necessità quasi spasmodica di cianciare a non finire, di chiedere, domandare, esternare, raccontare, spiegare, esaminare, dissezionare, dettagliare... e poi le radio, le macchine, gli aerei, gli elettrodomestici, i clacson, i campanelli, i cani... aiuto... ! 
...a pensarci bene, se ascolti bene, c'è sempre un qualche rumore di sottofondo che ti si accumula dentro...
... a volte mi dico che sono io quella strana, se migliaia di persone convivono in modo razionale con questo sottofondo perchè io non ci riesco? E allora ok, sono strana... a ben guardare ho sempre avuto bisogno di oasi di silenzio per fare i punti delle situazioni, per vedere le cose in maniera più chiara, per ricaricarmi... 
... ci vorrebbe un metodo per chiudere le porte alla percezione dei rumori molesti. Una barriera al mondo, che possa penetrare le anime fino ad un dato punto, oltre no. Oltre è il territorio del silenzio, quello curativo, quello che serve per non perdersi... 
...oppure un metodo per sbarazzarsi del surplus di tutto ciò che di molesto si è assorbito durante il giorno... 
...onestamente, non so cosa sia più facile, io non ho scoperto nè l'uno nè l'altro, altrimenti a quest'ora sarei a letto a dormire, a sognare forse... chissà... 

martedì 4 marzo 2014

Silenzio

...e se sfracellassi i piatti dei servizi scompagnati?
...così, tanto per eliminare inutile zavorra o fare un mosaico con i cocci che mi restano, o semplicemente per rompere questo assurdo, sterile, vuoto, incomprensibile, pesante, inutile, assordante silenzio di oggi... e, a ben guardare, anche di ieri.
Il silenzio è una battaglia impari. E' come la Medusa, ti pietrifica.
Lo senti già quando te lo servono, freddo e ostile. Lo sai che non c'è soluzione di sorta, che è inutile chiedere, pregare, implorare per avere un appiglio e cercare un'apertura... Lo sai già che sei tagliata fuori, chiusa fuori dalla porta...
...e io capisco, capisco sempre, tutto e tutti. Sempre. Comunque. 
Oggi però mi è pesante da sopportare e da gestire. E l'anima urlatrice che cova silenziosamente dentro di me, che ho imparato, se non proprio ad acquietare, ma almeno a gestire in parte con l'età, a volte, come stasera, ruggisce dentro... la sento che si arrampica per uscire, che graffia e brucia per uscire... e faccio finta di niente... lavo i piatti, mi metto lo smalto, gioco con i gatti, cerco vie di fuga, alternative al fastidio, al sottile dolore di sentirmi un'estranea in un territorio che mi appartiene, e faccio finta di niente... 
...e penso che un tempo, a quest'ora, avrei già sfracellato contro il muro tre quarti della credenza...

' The silence is deafening' - The Good Shepherd

lunedì 30 settembre 2013

Pensieri e Stagioni

...piove quasi incessantemente da ieri e tutti i telegiornali, e anche molte persone, giù a dire che l'estate è finita e io guardo il calendario e penso, beh è praticamente ottobre, mi sembra anche normale che l'estate sia finita... o vogliamo andare al mare anche in dicembre? 
Insomma, non siamo in Australia e nemmeno in California... siamo nella cara, vecchia Europa, dove le stagioni, per quanto sembrino essersi ridotte a due, in teoria sono quattro e, in fin dei conti, ognuna ha il suo perchè e i suoi lati positivi e negativi, come la pioggia in autunno che è una vera seccatura...
Mi annoia un po' tutto questo cianciare sull'estate come l'unica stagione in cui si 'vive'...se fossimo orsi o scoiattoli potrebbe anche andare bene, tanto in inverno si va in letargo o si sta chiusi nella tana sull'albero al calduccio a sgranocchiare ghiande, ma siamo esseri umani esposti alle intemperie e se fossimo più umani e meno esseri forse, e dico forse, potremmo cogliere il bello che arriva con ogni stagione, armonizzandoci con la Natura e i suoi cicli, come un tempo sapevamo fare... 

...son partita dalle stagioni, seguendo tutto un percorso che non ricordo, come spesso succede con i miei pensieri, ma in realtà è da qualche giorno che penso che una delle cose che mi stata più spesso 'rimproverata' o semplicemente fatta notare, è la mia difficoltà a raccontarmi... 
E' vero. Lo ammetto. 
A volte penso che, se aprissi lo scrigno del mio essere, succederebbe un pandemonio, crollerebbero mondi, le galassie muterebbero configurazione e chissà... 
In qualche modo ho cercato di capire perchè sono così... e sono arrivata alla conclusione che in parte è la mia natura, in parte mi è stato indotto... a volte mi piacerebbe raccontare, iniziare dal principio e poi continuare, districando i nodi, come con la lana, e srotolare la mia vita per poi intrecciarla in qualcosa che abbia un senso, un significato... ma mi rendo conto della difficoltà insita in tutto questo, mi rendo conto della mia incapacità a farlo e del fatto che quando mi vengono poste domande personali, mi chiudo come un riccio e vivo queste domande come una specie di intrusione nella mia anima... 
...o forse, non è ancora arrivato il momento di raccontarsi... e ancora, raccontare significa anche avere orecchie pronte a ricevere, orecchie che abbiano voglia di ascoltare senza poi formulare giudizi troppo facili, perchè nessuno può dare giudizi sui percorsi degli altri...

lunedì 23 settembre 2013

Missione agendina sul comodino...

...ieri sera, proprio appena prima di addormentarmi, in quel limbo in cui non sai più se dormi e sei ancora cosciente o se sei cosciente però già dormendo, avevo dei bei pensieri profondi che avrei voluto sviluppare ... 
...ho anche pensato, in un ultimo lampo di lucidità, che avrei dovuto segnarmeli, giusto un appunto, ma poi, nell'ultimissimo sussulto di coscienza, mi sono detta ma no, te lo ricorderai domani mattina...
...e invece no. 
No. 
Non mi ricordo assolutamente a cosa stessi pensando... sto invecchiando... dovrei tenermi un'agendina sul comodino e prendere appunti, anche se già dormo, forse senza nemmeno accendere la luce perchè poi mi prende una rabbia silenziosa nel perdermi qualcosa che mi sarebbe piaciuto approfondire... come lasciare l'ultima fetta di torta in frigo per gustarsela la sera con la calma e poi scoprire che qualcuno se l'è mangiata e goduta al posto tuo...
...ma che pazienza ci vuole a volte, anche con se stessi... forse soprattutto con se stessi...

mercoledì 10 luglio 2013

I grazie non detti

...rifletto oggi, dopo una mattinata piuttosto impegnativa a contatto con la gente, su quante persone trovino indicibilmente difficile dire 'grazie'.
Sono solo sei lettere, non è poi questo grande spreco di fiato, questa fatica insormontabile.... eppure molte persone lo vivono come una debolezza, una specie di mancanza quasi, una qualche forma di colpa... c'è così tanta gente arrabbiata lì fuori, arrabbiata sì. Piena di risentimento verso la vita, verso il paese in cui vive, verso il prossimo, verso il mondo; gente che ti approccia abbaiando quasi, gettandoti in faccia il proprio risentimento perchè, oltretutto, secondo loro, tu non riesci a capire perchè stanno male, perchè soffrono di qualche tipo di male, fisico e/o spirituale...
Ci sono persone che sono convinte di poter fare sempre e comunque tutto da sole, e vivono male anche il chiedere un aiuto, perchè può capitare di stare male e di avere bisogno di una mano... basta chiedere, gentilmente alle persone che si hanno intorno...nonostante il mondo difficile in cui viviamo, io credo ancora che un aiuto lo si dia o si cerchi in ogni modo possibile di darlo, quando ci viene chiesto... e dopo basta un grazie, gentile, col cuore...
Sono convinta che un grazie fa bene alla salute, di chi lo dà e di chi lo riceve, distende i nervi e aiuta a sentirsi meglio, è un piccolo segno di speranza...

martedì 9 luglio 2013

Piccole chiese...

...mi piacciono molto le piccole chiese di paese, dove alla domenica suonano ancora le campane per chiamare i fedeli alla messa, e le senti le campane, immerso come sei nel silenzio che ti circonda...
e ti avvii piano per strada, incontrando le altre persone che si affrettano per non perdere la funzione...
...piccoli posti dove tutti si conoscono ( e ti guardano un po' straniti e molto curiosi perchè sanno che tu sei 'forestiera'...) e il parroco in genere è un po' anziano, ma conosce bene le sue pecorelle, e tiene delle prediche lente e antiche, intercalando racconti sulla sua vita, sulle sue esperienze...
...e le chiese sono semplici, anche un po' dimesse forse, senza troppi arredi, senza tanto oro e fasti, ma fresche e accoglienti...
...è un po' un modo per rivivere un tempo che non c'è più ed è anche un modo per riuscire a sentire non tanto che Dio è vicino a noi ma che noi siamo davvero vicini a Dio, e questo fa la differenza...