mercoledì 25 maggio 2011

modaiola... io?

...ogni tanto mi prende la giornata modaiola... così, mi dedico a un po' di window-shopping (più window che shopping...) e poi a una nota rivista, modaiola pure quella, per restare in tema con la giornata...
...tra una foto e l'altra, tra un servizio e l'altro, a volte capita di imbattersi in qualche rubrica che fa riflettere; nello specifico, nel rispondere alla domanda di una lettrice, il curatore della rubrica dice che i modelli attuali sono troppo fragili e stereotipati...
mi è piaciuta.
mi ha fatto pensare a tutto quello che passa per la televisione, ai modelli che filtriamo e assimiliamo anche se non sono proprio i nostri, ma lo diventano nel momento in cui facciamo i conti con il nostro presente, che magari è affaticato dalla situazione economica e lavorativa contingente...e si finisce, troppo facilmente, a svilirsi e a pensare che di buono, non si è fatto nulla nella vita...
ma mi ha fatto riflettere anche, forse perchè nel mio piccolo e poco modaiolo quotidiano traffico con cose molto quotidiane e un po' demodé, a quante persone vivono una vita normale. E sono soddisfatte così.
A quante persone hanno un lavoro normale e/o poco noto, riservato, quasi, nascosto agli occhi di tanti.
Mi rendo conto di essere un po' retorica, forse... però non voglio fare un elogio sperticato della quotidianità come fonte di felicità e saggezza opposta ai demoniaci modelli correnti; piuttosto, credo manchi una sorta di 'educazione' a tanti mestieri e a diversi stili di vita... o forse manca solo un'educazione alla vita, al mistero della semplicità della vita...

martedì 24 maggio 2011

...giorni contorti, senza capo nè coda, questi...
...la vita quotidiana, in questo mondo assurdo e sgrammaticato in cui viviamo, riesce a prosciugare perfino l'anima di una sibilla...
e così mi sento: prosciugata. Come se non avessi più niente da dare o da dire...
... però le giornate iniziano a profumare d'estate e la luce è cambiata, sul far della sera è morbida e calda, un invito quasi a recuperare i sogni, un invito a sentire e guardare, a mutare ancora una volta le proprie forme, a rinascere ancora... 

lunedì 25 aprile 2011

L'Albero genealogico - Storia di una bibliofila romantica

...stasera, mentre stiravo, ascoltavo la tv per rendere il lavoro meno pesante... a un certo punto, disattenta, sento che da qualche parte stanno organizzando un evento che prevede il consegnare i propri libri, quelli che ci sono piaciuti di più e prenderne in cambio altri, che non abbiamo ancora letto...
...so che la mia è un'interpretazione semplicistica della faccenda, ripeto, ero distratta, ma so di aver pensato: pazzi!!!
...come si fa a dar via i propri libri?
Non potrei mai!
I miei libri sono una parte di ciò che sono stata in passato, sono le impronte che ho lasciato sulla strada che ho percorso a partire almeno dall'adolescenza. Sono le mie mappe interiori. Se dovessi disegnare un atlante di me, che comprendesse tutto ciò che sono, alla fine avrei una strada lunga, molte date e infiniti titoli, e citazioni e autori che amo, che ho letto e rileggo...e non è detto che non lo faccia, un giorno, sui muri di casa... una specie di albero genealogico, con tutte le radici che mi hanno portata ad essere quella che sono...
Tutti i miei libri sono sottolineati (lo so, potrebbe quasi essere un sacrilegio... ma lo faccio rigorosamente solo con i miei...) nelle parti che rispecchiano me o la mia vita di quel preciso istante, ogni libro un pastello di un colore diverso, a seconda un po' dell'umore del momento, e, da qualche anno in qua, riporto la data e il posto dove sono arrivati nelle mie mani...
...qualsiasi libro io apra oggi, mi riporta esattamente al momento della mia vita in cui l'ho letto, mi permette di ritrovare esperienze o riflessioni fatte, persone incontrate, ricordi e sensazioni che altrimenti si sarebbero persi...
...va da sé, non li presto quasi mai, le poche volte che l'ho fatto, sull'onda di una debolezza romantica, me ne sono pentita, perchè i libri non sono rientrati (e ricordo esattamente quali erano) e io ho perso una parte di me... perchè comprare di nuovo il libro, rileggerlo e sottolinearlo sarebbe frutto di questo momento, di questa mia forma che non coincide più con quella di allora...

sabato 23 aprile 2011

...le sensazioni hanno uno spettro di colori e una densità che le caratterizza e che varia...
...così l'infelicità vibra tra il nero e il marrone scuro, ed è appiccicosa e densa.
E' elastica, la puoi tirare e tirare senza che si spezzi e se la lasci all'improvviso ti torna indietro come un elastico.
E pesa. E' un macigno che ti si attacca addosso anche a distanza.
E' un dispiacere profondo, stasera, non poter cambiare il colore delle sensazioni delle persone alle quali si vuol bene...
Lancio un pensiero colorato nell'aria, un arcobaleno di sostegno...

venerdì 22 aprile 2011

un venerdì nella Storia...

...venerdì santo...
...ricordo un venerdì santo di tanti anni fa, ero una bambina allora, quando, alle tre del pomeriggio, il cielo si annuvolò all'improvviso e, come dicono Matteo e Luca, 'si stesero le tenebre su tutta la terra' e Gesù muore... ricordo di aver provato un certo timore, come solo i bambini riescono a provare davanti a certi misteri..
è un pensiero che mi accompagna ogni anno e quest'anno, in particolare, alle tre del pomeriggio ho provato una sensazione simile, mi sono fermata e ho recitato una preghiera, un pensiero silenzioso...
e stasera, guardando le luci della contrada in lontananza e le prime lucciole che vagano nel giardino, ho pensato e ripensato al mistero di questo Dio che si è fatto uomo, che si è incarnato nei nostri difetti, nella nostra semplicità, nel nostro essere limitati e infiniti...
penso e ripenso a questo mistero che dura nel Tempo, che fa discutere e che affascina, che tiene legati, una Voce che parla nel profondo di noi...
e mi dico e mi ripeto che c'è una parte di noi che non è nostra, che non è mortale o umana, altrimenti la religione sarebbe rimasta una favola da raccontarsi accanto al fuoco per combattere la paura delle ombre, della Notte che avanza...
...e ancora adesso, penso e ripenso a quel Corpo che è stato deposto in un sepolcro avvolto ' in bende di lino con aromi' in attesa, ancora una volta, di risorgere...

lunedì 11 aprile 2011

Sospensione

...in questi giorni ho riscontrato poca voglia di truccarmi, di scegliere i vestiti, le scarpe, abbinare gli accessori... jeans e maglietta e stivaletti...
la cosa è un po' preoccupante: ho un sacco di scatole di scarpe col tacco sotto al letto che mi aspettano...
ma faccio fatica a entrare nelle mie solite vesti, in questi giorni, e non perchè sia ingrassata durante l'inverno; piuttosto, faccio fatica a trovarmi, mi sento sospesa in un altro mondo, come se all'improvviso avessi perso i punti di riferimento e i confini abituali, e avrei solo voglia di dormire. Dormire per rigenerarmi.
Alla fin fine è come se fossi arrivata ad un bivio e dovessi guardare che tipo di persona sono, effettivamente. Forse è un punto al quale tutti arriviamo, fatalmente.
Un punto per capire dove finisce il nostro soddisfare gli altri per tenerli tranquilli e dove iniziano i nostri desideri, le nostre speranze, i nostri progetti per divenire. Per quanto siano anni difficili per perseguire in pieno i propri progetti, con la crisi del lavoro che molte volte ti permette più di sognare che di progettare realmente qualcosa... tuttavia penso che quando ti capita o ti viene offerta oppure te la vai a cercare l'occasione per ridefinire i tuoi confini secondo quelle che sono le tue esigenze, le tue sensazioni, le tue esperienze.. beh, l'occasione va colta.
Anche se per un po' si cammina nella nebbia e non si sa bene dove si sbucherà e quando...

mercoledì 6 aprile 2011

Moderno Getsemani

... stamattina la necessità mi ha portata a camminare in un campo di ulivi... e ha confermato la mia idea che un uliveto è un mondo a parte dove è facile smarrire i contorni della realtà e perdere i confini della propria epoca... forse è il silenzio, l'essere lontani dal rumore caotico della città e poter sentire il vento che soffia tra i rami e prendersi il tempo di osservare cosa ti circonda... o forse è l'idea delle piante centenarie, che sono lì e resistono all'uomo e ai suoi dispetti, alle guerre, agli alti e bassi del tempo atmosferico... sono lì, con tronchi che si diramano a formare cavità nascoste o si attorcigliano su se stessi, testimoni delle loro vite e di quelle di chi è passato fra di loro...
...e visto che il tempo del tradimento si avvicina (o si rinnova), ho pensato che non era così strano che a Gesù piacesse pregare nel Getsemani... e forse non è stato nemmeno così strano che l'abbiano tradito nel Getsemani, circondato da testimoni silenziosi e longevi... (otto ulivi sopravvivono tutt'ora nel Getsemani e sono, secondo la tradizione, i testimoni della passione di Cristo)...