sabato 24 dicembre 2011

...a chi...

...a chi sta correndo ancora dietro all'ultimo regalo,
a chi lo vivrà con malinconia,
a chi passerà la notte ad impacchettare doni,
a chi sta decorando l'albero,
a chi si cerca,
a chi canticchia motivi natalizi,
a chi si aspetta la neve,
a chi andrà a Messa a mezzanotte,
a chi a mezzanotte sarà ancora a tavola,
a chi a mezzanotte sarà già a letto,
a chi è a letto con l'influenza,
a chi non importerà e andrà a lavare l'auto,
a chi si alzerà tardi,
a chi si sente solo,
a chi sorriderà a tutti,
a chi ha cucinato tutta la vigilia,
a chi ritornerà a casa a raccontarsi,
a chi aspetta proprio quel messaggio e lo riceverà,
a chi quel messaggio non lo manderà,
a chi sarà in viaggio,
al primo che suonerà il campanello,
a chi è già stufo di fare auguri,
a chi gli auguri lo mettono a disagio,
a chi quest'anno proprio non lo sente,
a chi si sente più buono,
a chi si sente trascurato,
a chi il pandoro batte il panettone,
a chi mal sopporta i pranzi natalizi,
a chi si mette il berretto di babbo natale con le lucine,
a chi non vede l'ora che sia gennaio,
a chi lo passerà davanti al caminetto a scaldarsi,
a chi ricorda i natali caldi di quando era bambino,
a chi festeggia la sorpresa del primo natale,
a chi addobba l'albero con i propri bimbi,
a chi rimedia un posto caldo dove ripararsi, 
a chi ha l'albero distrutto dalle malefatte dei propri gatti,
a chi ringrazia per tutto quello che ha,
a chi ricomincia,
a chi lavora,
a chi non ne può più,
a chi ritrova la Fede,
a chi canterà in un coro,
a chi lo passerà in pigiama,
a chi si costringerà in una cravatta,
a chi sarà in vacanza,
a chi sarà lontano
e a chi sceglierà di esserlo,

...e a tutti gli altri che ho dimenticato,
a tutti,

Buon Natale...

...e' una giornata così carica di tanti significati diversi per ciascuno di noi, di emozioni, di ricordi, di sensazioni, significati, storie, tradizioni, leggende... che è giusto che ciascuno la viva a modo suo...
Da qualche giorno mi gira in mente una canzone di molti anni fa, che si attaglia alla perfezione al mio sentire il Natale quest'anno...
La canzone è Have yourself a merry little Christmas, cantata da Judy Garland, la conoscete?
Ascoltatela...


lunedì 19 dicembre 2011

aspettando Yule nella casetta di legno...

...a meno di una settimana dal Natale, ospite in una casetta di legno ai piedi di un monte (i monti mi accompagnano in questo periodo della vita, io che sono un'anima del mare...), costruita al termine di una strada asfaltata e sul limitare di un bosco, dove il buio scende presto ed è spesso e denso come una tazza di cioccolato, mi preparo silenziosa a Yule, la festa del Solstizio d'Inverno del 21 dicembre...

E' un'attesa del natale mesta quest'anno, forse complice la crisi che imperversa altrettanto silenziosa, nonostante le città e i negozi si siano rivestiti di lucine e addobbi e alberi decorati fin dalla seconda settimana di novembre... c'è qualcosa di atavico nella preparazione al natale, un ritorno alle nostre radici agricole, quando le feste erano scandite da tradizioni semplici, ma ben più corpose della corsa all'acquisto dell'ultimo modello di telefono, che sarà certamente utile, ma ci lascerà sempre con una sorta di sete spirituale latente, come se le nostre radici non fossero dissetate da tempo... e sebbene pochi si soffermino a pensarci, c'è di fatto una voglia inconscia di starsene chiusi in casa al caldo, e non solo a causa dei rigori del clima, magari davanti ad un caminetto, a guardare le fiamme danzare e i ceppi scoppiettare in un baluginio di scintille... una voglia di ritrovarsi con i propri cari a raccontarsi, o semplicemente di seguire i propri percorsi interiori, ad evocare visioni nel fuoco, come faceva Merlino...
Credo sia questo qualcosa di atavico che rende il natale una festività così sentita, a differenza della Pasqua che, dal punto di vista religioso e rituale, è ben più rilevante ma sentita in maniera diversa.
Anticamente questo era un periodo di attesa, del ritorno della luce, del caldo, dei nuovi frutti della terra e immaginatevi come doveva essere, senza l'elettricità, quando il buio calava presto al pomeriggio e, come scritto sopra, era denso e spesso, poteva nascondere insidie di ogni tipo e spaventava, come ha spaventato me in questi giorni, me, donna del ventesimo secolo con interruttori a portata di mano ovunque e per giunta Sibilla... si fa fatica ad avventurarsi nel buio con fare spavaldo, c'è sempre una sorta di timore inconscio che ti pulsa in qualche parte profonda dell'anima, qualcosa che abbiamo dimenticato, immersi come siamo nelle luci di tutti i tipi, ma tutti gli archetipi delle nostre paure hanno una memoria tenace, che ha attraversato le epoche e si risveglia in determinate situazioni...

Forse non è un caso che mi trovo in un posto come questo proprio in questo momento dell'anno, forse dovevo attraversare il Solstizio, un'altra porta, più o meno come facevano un tempo, nemmeno troppo tempo fa... nell'attesa, mi crogiolo al caldo della stufa, una stufa panciuta in ghisa, che ti avvolge in un tepore morbido che ti entra nelle ossa e ti fa sentire soffice e rilassata, che ti regala il rumore del legno che inizia a bruciare scoppiettando, al mattino presto, qualcosa che non ha prezzo...
Ritorneremo indietro un  giorno ad una vita più semplice, più pulita?
Credo anche questo sia una sorta di pensiero atavico, che sussulta nell'animo di molte persone...